24 Aprile 2012
Ci siamo, attendevamo questo momento come la nostra dipartita. Le chiacchiere sul 2012, la fine del mondo o l'inizio della nuova era erano false, ma noi le abbiamo rese vere, con le nostre maniacali fobie, le chiacchiere da bar, l'attenzione che abbiamo sempre dato ai Black Block e altri fanatici che si divertono a sfogare i loro istinti primordiali repressi in nome di una ideologia che nemmeno conoscono o sanno che esista. Possiamo, però, fare qualcosa, fare la differenza. Non è una questione di essere violenti, o essere superiori, essere dalla parte dei giusti o dei sbagliati. Dobbiamo renderci conto che siamo in crisi come se fossimo agli albori della Guerra Civile, ma non significa che dobbiamo distruggere tutto, spaccare cose e teste, uccidere. Dobbiamo essere freddi, intelligenti, critici ma reali, razzionali, osservare la situazione, almeno noi. Non possiamo evitare che le rivolte del popolo ci siano ancora, ma possiamo evitare ingenti danni. Ribellarci e manifestare è giusto, è un diritto pieno e meritato. Però, manifestare senza danni, lo ho ribaditto anche in un altro blog, benché la manifestazione sia pacifica ma solenne e decisa. Io, se la questione degenerasse, mi assumerò responsabilità civili e penali come dobbiamo fare tutti, se devo manifestare lo farò con la voce, non con la forza. Se grazie al mio minimo ma giusto e valido contributo ci sarà una frattura nel Governo, se grazie a me assieme ad altri ci sarà questo cambiamento, non sarò violento, come un sodomita dantesco: infatti, Minosse, il Flegetonte e la sabbia ardente del 'Nferno dovranno attendere, come la pioggia delle langue lingue ardenti, il mio arrivo. Anzi, se potrò e dovrò scegliere con chi stare, sarò al fianco dei miti pacifisti, perché di stress e ansia ne soffriamo tutti, ma non dobbiamo approfittare della situazione in una degenerante caduta verso l'oblio della violenza e di chissà cosa ancora la mente perversa possa ordire e partorire. Io chiedo, non tanto commenti, comunque sempre ben accetti, ma di prendere coscienza, una coscienza sociale che, a differenza di quello che qualcuno possa pensare, non è direttamente proporzionale al nostro grado di soddisfazione per la politica di maggioranza o altro, ma al nostro grado di civiltà, alla nostra cultura e alla nostra educazione. Non siamo Partigiani, NOI SIAMO ITALIANI! Siamo uniti, sempre, un gruppo, in disaccordo, ma un gruppo, e lo saremo finché ci chiameremo Italiani, non Nordisti e Suddisti. Noi non siamo rivoluzionari come certe persone, molto sfortunate, che devono combattere (più spesso perché glielo impongono che per vere ideologie), abbiamo superato quella fase e nemmeno tanto bene. Ne siamo usciti con persone da noi votate che hanno colto la quinta essenza dell'italiano medio: ossia, grado di istruzione da terza elementare, burbero, scialacquatore, violento e vizioso, dedito al vino o altri alcolici, alle sigarette e alle droghe. Hanno capito che di responsabilità non ne voleva, hanno compreso che demandare giudizi e responsabilità a qualcuno fosse più comodo: si davano colpe ad un capro espiatorio, che, a differenza degli Ebrei, non si potesse immolare, tranne che nei più segreti sogni e desideri. Perciò, mano NON alle armi, ai forconi, ma alle nostre responsabilità, alle carte dei nostri diritti. Se vogliamo manifestare contro il Governo, facciamolo, ma con dignità, onore. E se proprio dobbiamo per forza, non rammarico, essere violenti, almeno facciamolo contro chi è incivile, violento e ignorante (qualche schiaffo ben volentieri glieli darei Io stesso!).
04 Marzo 2012
Sono costretto a ricredermi... Se la vita fosse difficile allora sarebbe un'altra cosa. La vita è semplice e bellissima. Trova un lavoro ed è fatta! Ragazze? RAGAZZE? Quelle ne trovi a milioni... tutte impegnate, strafidanzate, con tutti gli annessi e connessi. La maggior parte convivono. Insomma, sembra che per te non ce ne siano rimaste più. Ce n'è, ce c'è. Tranquillo, devi solo sperare che tu sia meglio del tipo che hanno già. Vesti roba di marca, cambia la tua utilitaria con una bella Station Wagon, e poi si vedrà. Bada che non devi avere la panza! Le ragazze, le donne la possono avere, ma tu no. Devi essere in perfetta forma, altrimenti scattano battute idiote come <<un uomo senza pancia è come un cielo senza stelle>>: mentre siete in intimità, lei te la spara lì, dopo un'attenta valutazione e lo sguardo vacuo, come un dietologo che non ti dà molte speranze. Che importa se lei non sa cucinare, non ha volgia di lavare nemmeno i piatti! Basta che te la dà ed è già tanto. Bada bene che lei deve essere ben accontentata, 30 minuti di preliminari con 5 minuti di supplementari, nemmeno fosse una partita di calcio. E tu, messo costantemente alla prova di resistenza fisica: mica è la visita militare! Le donne guardano altre cose: se le porti in discoteca, a mangiare la pizza, il cinese, niente panini italo-stranieri, film strappalacrime al cinema, che siano di quelli coi bellocci di turno. Poi la devi portare in un posto bello, e che non sia tardi altrimenti ti giochi tutto e hai speso soldi per vederla ronfare. Che dolce vederla appisolata sul sedile laterale, mentre tu, di fianco, ti dai certi pugni nel basso ventre per calmarti. Ma tanto a che serve. Poi, trovi la ragazza che ti piace, carina, che abbia la voce che piace a te, il carattere giusto, non si lamenta, non è mammona, ci tiene a certe cose, conosce valori e cultura, non straparla e non storpia le parole italiane e poi <<Sono fidanzata. Sei carino. Mi spiace>>. Mi spiace! Ma di cosa? Di che ti dispiace? Almeno sii sincera! Dimmi che non sono il tuo tipo, che ti va bene quello che hai, che sono meno bello di lui. Smontami, fammi stare male ma per i motivi giusti! Metti tutto in gioco quando le chiedi se vorrebbe bere qualcosa con te, ma dimenticavo che i maschi non hanno sentimenti, sono apatici come una palla di "plexiglass". Già, certi cliché, stereotipi, certi archetipi di uomini duri e rudi sono instillati in maniera imperitura e durevole nelle menti femminili che smentirne l'esistenza è più dura che spiegare loro come funziona un motore di una macchina. A che serve parlare loro di serietà: diffidano. Ma la loro diffidenza parte dal presupposto che se vengono lasciate per colpa loro, il disgraziato sei tu perché ci sei andato a letto solo per sfogarti. Non sono loro ad aver sbagliato. Scherziamo? Loro non sbagliano mai! Loro, che pensano che le più belle storie d'amore siano quelle dei film, con battute stupide modello cerebroesenti, microcefali o addirittura acefali. Esempio: <<Grazie per averlo fatto come se fosse la prima volta>>, oppure <<Grazie di esistere>> o chissà quali altre corbellerie deliranti da stato di ebrezza da mix di alcol e droghe. Eh, poi ci chiediamo perché oggigiorno gli uomini vanno con le straniere: parlano poco italiano e riescono, comunque, a dire cose più intelligenti!
15 Dicembre 2011
Dopo cento cinquant'anni dalla magnifica impresa di Giuseppe Garibaldi, l'Italia festeggia l'evento con canzoni e basta, visto che è tutto caro e siamo tutti tirchi! Ma cosa è successo in questi anni? Partiamo da alcuni anni a questa parte. Dunque: gli Italiani arrivavano dalle guerre e dalle carestie con una parola d'ordine, ossia risparmiare! Il fenomeno del consumismo, ossia il desiderio sfrenato di spendere e possedere, venne successivamente. L'Italiano ha sempre cercato di essere furbo e scaltro, ladro e carogna, ma non ha mai posseduto la cultura e i mezzi per esserlo. Con l'arte dell'arrangiarsi, abbiamo solo dimostrato di essere degli ignoranti perditempo che, per dimostrare di sapere tutto e saper fare tutto, facevano solo brutte figure con realizzazioni della peggior specie. Vedi le penose case che certe persone nei paesini abitano, dimostrazione inconfutabile della grande capacità architettonica che certa gente millanta di avere solo perché, dopo la quinta elementare, è andata a fare carpenteria senza aver, comunque, imparato nulla. Dopo aver costruito case a prova di vento, credendosi furba non dichiarava nemmeno di aver costruito, tanto convinta che nessuno al mondo avrebbe mai controllato. Oltre a ciò, l'ignoranza delle leggi, la svogliatezza nell'informarsi e lo spirito animale che governa l'Italiano ha fatto sì che ci mettessimo pure contro l'uno con l'altro, al punto da querelarci a vicenda per questioni di confini mai dichiarati. A nessuno importava di andare a dichiarare che in quel pezzetto di terra ci abitava qualcuno o meno, o che ci fosse una casa piuttosto che un uliveto. Purtroppo il governo è costretto a fare i conti con i rimasugli di queste grandi menti ogni giorno: menti di gente con la licenza elementare che credeva di essere furbissima nel non dichiarare niente allo Stato, mentre girovagava per i paesini tracannando vino e fumando sigarette. Il fenomeno del consumismo venne perché una volta l'Italiano si poteva permettere di spendere un po' di denaro. Peccato che poi lo Stato ha pensato bene di levarcene perché eravamo troppo ignoranti per avere tutti quei soldi. Inutile dire che c'erano le opere pubbliche da costruire, i servizi che lo Stato garantiva da sovvenzionare e mantenere. Così, l'Italiano ebbe la più grande idea che potesse partorire la sua mente evoluta: truffare lo Stato, cosa che stava già facendo. Il grande furbacchione dell'Italiano pensò che, facendo credere a medici dello Stato di essere invalido e di non poter lavorare, poteva percepire dei soldi e andare a spasso senza problemi. Idea geniale, peccato che lo Stato fu così scemo da non pensare che anche tra gli istruiti ci fosse qualche ignorantone che, per una banconota di grossa taglia in più, avrebbe fatto una falsa dichiarazione di invalidità. Così, da una grande idea si passò a una grande scusa per donare soldi a chi non aveva voglia di lavorare. Poi ci si domanda da dove proviene il debito pubblico: ma dalle grandi idee dei nostri nonni, grandi uomini che credevano che bastasse solo una bella colata di cemento sopra a delle pietre per fare una casa, senza pece, senza intelaiature, senza scheletri, senza mattoni, senza cervello. Le banche furono subito accorte: senza investimenti le banche non potevano campare! Così misero i tassi di deposito e cominciarono a fare pure loro dei curiosi e misteriosi maneggi, ma lasciamo perdere. Diciamo che c'erano ancora molte persone che tenevano i soldi sotto il materasso. Veniamo ai giorni nostri, e notiamo che le teste non sono cambiate: infatti, lottiamo ma sempre per le questioni sbagliate! Se aumentano le tasse, sbuffiamo, facciamo barzellette, un fumetto buffo sui giornali e paghiamo, ma se dobbiamo costruire una ferrovia allora protestiamo, lottiamo e sfasciamo le nostre stesse case per protesta, come le scimmie! Se c'è un convegno di presidenti delle Nazioni del mondo, come posso protestare? Non abbiamo chiesto noi stessi che i grandi della terra si riunissero in un luogo per discutere su come salvare il pianeta e poi noi stessi? E adesso che lo fanno, finalmente, protestiamo? Sfasciando le nostre stesse case? Ma perché quando il Presidente ha rimesso l'ICI non abbiamo protestato? Perché quando dobbiamo mettere la linea del Treno ad Alta Velocità abbiamo protestato? Protestiamo per il progresso? E per tutti quei ragazzi analfabeti che spacciano la droga nei ghetti delle città meridionali non protestiamo? Perché negli Stati esteri scavano sotto terra per fare i parcheggi sotterranei e mantenere in ordine e libere le strade, mentre noi dobbiamo fare i parcheggi perfino sui marciapiedi o nelle strettoie? Spesso mi chiedo se siamo troppo stupidi o ignoranti per avere libertà di voto o anche solo di parola.
Gli anziani sono un tassello della nostra società molto fragile, un tassello spesso dimenticato, sottovalutato, denigrato, per via dei "fastidi" che gli anziani darebbero a coloro che badano a questi primi. Malgrado le premesse, nonostante spesso le persone falsifichino dichiarazioni di medici o dichiarino loro stessi il falso per "scaricare" il loro parenti non-autosufficienti in centri di ricovero per poter essere, questi giovani, liberi, Io mi sono rimboccato le maniche e ho trascorso 1 mese intero con una anziana signora, per potervi descrivere come e cosa accade durante le giornate e le nottate con questi anziani tanto evitati. Anna, la anziana in questione, ha 86 anni e vive da sola, benché una vicina di casa, a pagamento, e la propria figlia vadano a trovarla per aiutarla a camminare e a pulirsi dopo i suoi bisogni fisiologici. Ecco come è andata: la signora Anna è una donna poco istruita, molto timorosa e diffidente, ma assai poco scaltra. All'inizio del mio periodo con lei, fui avvisato circa le sue consuete abitudini, medicinali e medicazioni varie, per essere preparato ad ogni eventualità. Già dal primo giorno trovai delle difficoltà: la donna, che porta il pannolone, ebbe un episodio spiacevole: insomma, dovetti lavarla. Utilizzai dei guanti in lattice, per evitare contatti diretti con le sostanze di scarto. Fu' allora che notai un qualcosa che, forse, venne volontariamente eclissato: una piaga da decupito. Una tortura per chi ne soffre, è una ferita sulla pelle che si allarga e scava la carne, sanguinando copiosamente. La piaga in questione era larga due centimetri e profonda uno. Chiamai il medico di framiglia, che si dichiarò sorpreso nell'apprendere quella notizia. Di norma, mi informò, si procede con uno spray seccante, che asciuga e blocca la piaga per evitare che sudore e/o altro possano peggiorarla. Invero, dichiarò sempre, la condizione della suddetta piaga era oramai del tutto fuori controllo e si doveva contattare un chirurgo che potesse provvedere ad un'attenta analisi e diagnosi, per poter decidere l'approccio più efficace al problema. La figlia della Anna fu' informata e convenne che un chirurgo di studio potesse essere duopo. Sicché dovetti avvisare la signora Anna che in casa sarebbe venuto un dottore per farla visitare: avvisarla preventivamente avrebbe evitato di spaventarla quando avrebbe visto lo specialista. La signora andò nel panico: gridò che non voleva vedere nessuno, che non voleva far vedere il suo deretano a chicchessia e che non sarebbe andata nemmeno in ospedale. Provai a farla ragionare, ma fu inutile, col risultato che si mise a piangere, senza lagrime. Spostammo a data da predestinarsi la visita del dottore. La signora Anna non ha passatempi: passa intere giornate seduta, a volte sdraiata, su di un divano del salotto di casa sua. La sua bevanda preferita è la gassosa, nota bevanda frizzante dal sapore zuccherino. Ne beve anche un litro al giorno. Dal primo giorno non feci molto caso a questa sua mania della gassosa, ma dovetti ricredermi: già dalla seconda notte fui svegliato, intorno alle tre, per farla alzare e trascinarla in bagno per urinare. Dopo la terza notte compresi il problema: la bevanda gassata veniva trangugiata in quantità così abbondanti che, di notte, la stimolavano ad andare in bagno. Così fissai di mia iniziativa una regola: dopo le ore diciasette e trenta si beveva solo acqua, bevanda assai poco gustosa e solleticante. La Anna si dimostrava molto loquace, chiacchierava allegramente, ma non parlava di varei cose: infatti, avendo anche poca memoria, raccontava i soliti fatti; si parlava di lavoro, della crisi economica, del costo della vita, degli omicidi alla televisione e altro. Fu' alquanto triste: non faceva altro che deprimersi delle sofferenze altrui. Sovente, dalla sua posizione seduta, si spostava con fatica, piegandosi di lato, per dare sollievo alla piaga; la quale cosa le dava sollievo momentaneo, sicché spesso dovevo alzarmi dalla sedia e aiutarla a raddrizzarsi più volte per farle trovare una posizione più comoda. Diciamo che la dovevo sistemare tante volte al giorno. Vedevo che soffriva quando stava seduta, mettendosi la mano sugli occhi. Anna soffre del Morbo di Parkinson, malattia senile che colpisce il sistema nervoso. Le provoca un tremore molto fastidioso e le impedisce di camminare. Sia di giorno che di notte, Anna deve essere SEMPRE accompagnata da un'altra persona ovunque necessiti di andare. Trovai un modo alquanto semplice per trasportarla: la issavo in piedi dal divano, poi mi posizionavo dietro di lei e le alzavo la schiena, tenendola per le braccia alzate sul suo petto e spingendola in su. Fatto ciò, le appoggiavo la schiena sul mio busto e cominciavo a camminare. E' un metodo ortodosso, ma al mio scopo funzionava bene. Purtroppo la signora, a causa del morbo, soffre del freezing, ossia le gambe congelate e i piedi incollati a terra; insomma, le ginocchia non si piegano e i piedi non riescono a sollevarsi da terra. Anna non ha passatempi, quindi le intere le giornate le passa pensando al passato e alle piccole problematiche quotidiane. Il problema di Anna, come ogni anziano, è che ingigantisce ogni problemino e questione di ogni giorno, facendone diventare una questione urgente e grave. Ciò diviene una vera e propria fissazione, motivo di preoccupazione, fino a toglierle l'appetito, o a farla preoccupare aumentandone il tremore. L'esperienza con Anna mi ha insegnato cose che prima ignoravo: non avrei creduto che una vecchiaia potesse costringere le persone alla totale dipendenza altrui.
25 Ottobre 2011
Ogni fallimento parte sempre da una grande idea, in questo caso la Rivoluzione. L'unico problema è rappresentato dal modo primitivo e anti Costituzionale con il quale questa Rivoluzione viene intrapresa. I Black Bloc nascono come persone che, coperte per nascondere la loro identità, esprimono la loro indingnazione con la violenza. NON mi sembra proprio che siano dei manifestanti che esprimono il loro scontento per i Governanti, come semplici ambientalisti, animalisti o "umanisti" (scherzavo!). Distruggendo ciò che trovano non fanno rinsavire le menti perverse e incupidite dei Presidenti, dei Potenti o chicchessia. Vi sembra che ferire persone e distruggere cose possa indurre la gente a riflettere? I Black Bloc sono solo dei casinisti, terroristi, violenti animali che si divertono a fare cose che, in circostanze diverse, non potrebbero fare. Al posto di ferire poliziotti, che hanno la solo sfortuna di trovarsi lì e sono pure pagati per trovarcisi, perché non ferire i politici durante le loro convention e le loro dispute nelle campagne elettorali? Forse quelli sono considerati attentati! Allora, sfasciare, ferire e distruggere durante le manifestazioni di protesta non è fare attentati, anzi è manifestare in modo dignitoso ed elegante, come i nostri diritti politici permettono a noi di fare. Inoltre, mi sembra che utilizzare massi, oggetti contundenti e armi da fuoco rudimentali (esempio tipico la "Bomba Carta", le cui modalità di costruzione ne è pieno YOUTUBE®), tipicamente da manifestanti pacifisti! Più che manifestanti sembrano dei terroristi, violenza su violenza, vantano di voler liberare o chissà cosa fare per il pianeta, i diritti dell'uomo (o solo per sfogarsi!). Tutto sommato questi Black Bloc meriterebbero di ricevere una bella sculacciata nel deretano, altro che galera!
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